buone notizie (ah ah ah) dalla premiata ditta “Silvione & C.”

trascrivo qui il contenuto di una mail che gira in qs giorni e che ci, come spesso accade, riempie il cor d’orgoglio e traboccare il nostro amor per Esso (il silvio dico):

Con una mossa a sorpresa (l’aumento era annunciato per il prossimo mese di giugno), il Ministero dell’Economia ha aumentato l’imposta di bollo sui conti correnti ed i dossier titoli con decorrenza 1 febbraio.
L’importo mensile passa da 2,13 a 2,85 euro. L’imposta annua, quindi, da
25,56 a 34,20 euro. L’incremento e’ pari al 33,8%. Lo si e’ appurato solo leggendo la Gazzetta Ufficiale di lunedi’ 31 gennaio, poiché il testo del Decreto Ministeriale non e’ stato reso disponibile prima della pubblicazione. Evviva la trasparenza.

L’imposta di bollo trimestrale applicata per legge sul conto corrente è passata da 6,39 euro a 8,55 euro. Naturalmente la cosa è passata senza che se ne sapesse nulla, o forse sarebbe più corretto dire “nella generale indifferenza”. Considerando almeno 30.000.000 di conti correnti in Italia (1 per ciascun lavoratore), ogni mese lo Stato incassa con i bolli 21.600.000 euro in più, 259 milioni di euro all’anno pari a circa 500 miliardi di vecchie lire.

Questa cifra va dritta dai nostri conti alle casse statali e il nostro Silvio si ciondola in TV parlando di più soldi nelle tasche degli Italiani,”grazie finalmente al controllo delle spese dello Stato necessarie per far fronte alla riduzione delle Tasse”.